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Lavorare in gruppo - Istruzioni per l'uso
Se è vero che sono le nostre visioni a determinare i nostri comportamenti, la prima e più importante considerazione riguarda l’immagine mentale che è alla base di un efficace lavoro di gruppo, ossia il modo di pensare che ispira la comunicazione e l’interazione e l’accento è posto non casualmente sulla comunicazione, in quanto fattore che determina, per quantità e qualità, il flusso delle informazioni, il capirsi e il farsi capire.
Questo modo di pensare si può sinteticamente descrivere come la disponibilità ad ammettere che qualcuno possa avere un’idea migliore della nostra. Ciò non significa ovviamente rinunciare a esporre e sostenere il proprio punto di vista, bensì rimanere aperti alla possibilità che vi sia chi ne ha uno migliore e di conseguenza mettere in atto i comportamenti che consentono di capirlo e di esplorarlo.
Che cosa fare, dunque, per far sì che ciò avvenga?
Occorre innanzitutto partecipare. L’affermazione potrebbe sembrare scontata, ma non lo è affatto, se è vero che, come talvolta accade, si sta in un gruppo senza, per così dire, esserci, ovvero senza offrire il proprio contributo e di fatto estraniandosi. Partecipare significa dunque non solo essere presente, ma essere attivo, propositivo, creativo.
Un osservatore attento che volesse cogliere attentamente le dinamiche di comunicazione che si rendono evidenti nei lavori di gruppo, non tarderebbe ad accorgersi della enorme sproporzione esistente fra la quantità di affermazioni formulate e quella delle domande poste. Si afferma molto, preoccupati di farsi capire, e si domanda poco, scarsamente interessati a capire.
Eppure la domanda è il sale della ricerca e la capacità di porre domande aiuta a chiarire non solo il contenuto di un’affermazione, ma anche le sue motivazioni, comprese le quali si può giustificare e validare ciò che prima era apparso errato o improbabile.
Ciò non deve impedire di sostenere il proprio punto di vista con la giusta assertività, ossia con sicurezza, ma senza aggressività. Si tratta di unire convinzione e pacatezza, fermezza ad empatia, nell’intima persuasione del proprio diritto a esprimere e sostenere un punto di vista e nel diritto dell’altro a fare, con eguale dignità, la stessa cosa.
Importante è esprimersi in sintesi, che non significa parlare poco, ma saper distinguere ciò che è essenziale dire da ciò che è superfluo, non indulgere in inutili premesse, trascurare i dettagli non necessari alla comprensione del messaggio.
Ascoltare è fondamentale. È la chiave di una buona comunicazione. Ascoltare veramente, con attenzione, senza pregiudizi o preconcetti, cercando altresì di spegnere quella “voce” interiore che suggerisce cosa ribattere a chi sta parlando e che di fatto impedisce di concentrarsi su ciò che sta dicendo.
La flessibilità è una qualità della persona onesta, che si esprime nella disponibilità a rivedere il proprio punto di vista e anche, quando occorre, ad ammettere di aver commesso un errore. Si tratta di una qualità che può facilitare il confronto, perché riduce le discussioni tese a difendere a oltranza posizioni di fatto insostenibili.
Talvolta occorre saper mediare e trovare punti di incontro, nella consapevolezza che un buon compromesso è preferibile a nessuna soluzione. Alla radice della mediazione sta la disponibilità a prendere in considerazione soluzioni non identiche a quelle desiderate, ma comunque accettabili e in qualche modo soddisfacenti, alle quali si perviene talvolta mettendo in moto la creatività, ossia esplorando con coraggio e senza condizionamenti di sorta possibilità prima impensate.
Siamo tutti assetati di riconoscimenti e pensiamo di non riceverne abbastanza. Amiamo ricevere attestazioni di stima perché queste soddisfano un bisogno che ci accumuna tutti, compresi coloro che fanno fatica ad ammetterlo. Ecco perché gratificare facilita la relazione e di conseguenza il lavoro di gruppo.
E pertanto: se uno esprime una buona idea, perché non dirglielo? Se un altro offre un contributo utile alla soluzione di un problema, perché non dirglielo?
Come si vede, si tratta di suggerimenti che hanno una caratteristica comune: sono tutti applicabili. Probabilmente non senza fatica, ma con il costante allenamento sarà possibile ottenere risultati sorprendenti.